Nella lettera del 18 gennaio 1525 da Roma Bembo scriveva a Federigo Fregoso: “Alla cui Santità non volendo io venir con le mani vote , le ho portato quella composizion mia sopra la lingua volgare, la quale io avea cominciata in Urbino, e tuttavia seguiva in Roma in casa vostra, quando la creazion di Leone me ne levò, e nella quale voi sete uno de’ ragionatori , che vi sono. Holla poi fornita quest’anno e dedicata a N. S. ed ora donatagliele.”
