Oltre al volgare, Bembo si dedicò alla difesa del ciceronianismo, proponendo lo stile di Cicerone come modello per la prosa latina. In un famoso dibattito epistolare con Gian Francesco Pico della Mirandola, Bembo sostenne l’importanza di un’imitazione rigorosa dei classici per preservare l’eleganza e la coerenza della lingua.