Pietro Bembo

Poeta e filologo. Nel 2025 passano 500 anni dalla pubblicazione delle "Prose". In questo sito vogliamo raccogliere varie informazioni su Bembo e dare conto delle attività che stiamo intraprendendo nell'ambito del progetto NPRH/U22/SP/496094/2021/10: T?umaczenie i edycja krytyczna "Prose nelle quali si ragiona della volgar lingua" Pietra Bemba

Categoria: Bembo

  • Nel contesto della questione della lingua, Bembo si oppose alla lingua cortigiana promossa da autori come Vincenzo Calmeta e Baldassarre Castiglione. Sostenne invece un modello toscano arcaico, basato sui tre grandi autori del Trecento. Le sue posizioni suscitarono dibattiti accesi, ma alla fine prevalsero, diventando il punto di riferimento della norma linguistica italiana.

  • Tra il 1501 e il 1502, Bembo collaborò con Aldo Manuzio alla pubblicazione delle edizioni volgari di Petrarca e Dante. L’edizione petrarchesca, nota come petrarchino, fu particolarmente innovativa per il suo formato tascabile. Questi volumi furono non solo successi editoriali ma anche strumenti di diffusione della lingua toscana come modello letterario.

  • Giovanni Della Casa descrisse Bembo come un uomo di straordinaria erudizione e integrità. Nei suoi scritti, lodò in particolare le Prose, definendole un punto di riferimento per lo studio della lingua italiana. Questa ammirazione si riflette anche nelle testimonianze di altri contemporanei, che riconobbero il suo ruolo centrale nella cultura del Rinascimento.

  • Bembo fu un collezionista appassionato di libri, manoscritti e opere d’arte. La sua biblioteca includeva tesori come edizioni annotate di Petrarca e Boccaccio, mentre la sua collezione d’arte comprendeva opere di artisti come Raffaello e Hans Memling. Villa Bozza diventò un luogo di incontro per intellettuali e artisti dell’epoca.

  • Per Bembo, Petrarca rappresentava il modello ideale per la poesia, mentre Boccaccio era il riferimento per la prosa. Questo doppio canone influenzò non solo la sua produzione letteraria ma anche il suo approccio teorico alla lingua, che mirava a un equilibrio tra innovazione e tradizione. La visione del volgare era simile a quella del latino in cui Bembo si presentava come il massimo rappresentante del ciceronianismo assieme a Iacopo Sadoleto.

  • Le Prose influenzarono profondamente gli scrittori successivi. Ad esempio, Ludovico Ariosto rivedette Orlando furioso alla luce delle norme bembiane, pubblicando una nuova edizione nel 1532. Molti altri autori adottarono le teorie linguistiche di Bembo nei loro scritti.

  • Oltre al volgare, Bembo si dedicò alla difesa del ciceronianismo, proponendo lo stile di Cicerone come modello per la prosa latina. In un famoso dibattito epistolare con Gian Francesco Pico della Mirandola, Bembo sostenne l’importanza di un’imitazione rigorosa dei classici per preservare l’eleganza e la coerenza della lingua.

  • Nel 1505 Bembo pubblicò Gli Asolani, un dialogo suddiviso in tre libri che affronta il tema dell’amore secondo la filosofia neoplatonica. L’opera, ambientata nel castello di Asolo, ruota attorno a una serie di conversazioni sull’amore, che viene esplorato come sofferenza, piacere e via per il divino. Dedicate a Lucrezia Borgia, Gli Asolani rappresentano uno dei capolavori del Bembo pre-Prose.

  • Le lettere di Pietro Bembo conservate finora sono 2566 (secondo il censimento del progetto di Francesco Amendola https://epistulae.unil.ch/projects/bembo). Pietro aveva una fitta rete di corrispondenti con cui scambiava lettere di tutti i tipi e di carattere diverso. Ci sono bellissime lettere d’amore inviate a Maria Savorgnan e a Lucrezia Borgia, ci sono lettere pratiche e domestiche il cui destinatario era il fido Cola Bruno, ci sono poi lettere su temi letterari e/o editoriali. Ecco l’immagine che illustra questa fitta rete di corrispondenti (sono inclusi solo i personaggi con più di 5 lettere conservate)

  • Pietro Bembo ebbe una fitta corrispondenza da cui si possono ricavare i suoi spostamenti nel tempo. La seguente mappa illustra i vari luoghi che sono legati a Bembo, ricavati proprio dalle sue lettere.