Pietro Bembo

Poeta e filologo. Nel 2025 passano 500 anni dalla pubblicazione delle "Prose". In questo sito vogliamo raccogliere varie informazioni su Bembo e dare conto delle attività che stiamo intraprendendo nell'ambito del progetto NPRH/U22/SP/496094/2021/10: Tłumaczenie i edycja krytyczna "Prose nelle quali si ragiona della volgar lingua" Pietra Bemba

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  • Tra il 1501 e il 1502, Bembo collaborò con Aldo Manuzio alla pubblicazione delle edizioni volgari di Petrarca e Dante. L’edizione petrarchesca, nota come petrarchino, fu particolarmente innovativa per il suo formato tascabile. Questi volumi furono non solo successi editoriali ma anche strumenti di diffusione della lingua toscana come modello letterario.

  • Nel 1539, Bembo fu nominato cardinale da Paolo III. Questo riconoscimento coronò la sua carriera, nonostante le controversie legate alla sua vita privata. Come cardinale, Bembo continuò a promuovere la cultura e a lavorare alla revisione delle sue opere.

  • Le posizioni di Bembo nella questione della lingua non furono accolte unanimemente. Autori come Gian Giorgio Trissino e Claudio Tolomei continuarono a sostenere modelli alternativi, ma con il tempo le teorie di Bembo si imposero, grazie anche al sostegno di discepoli come Benedetto Varchi.

  • Giovanni Della Casa descrisse Bembo come un uomo di straordinaria erudizione e integrità. Nei suoi scritti, lodò in particolare le Prose, definendole un punto di riferimento per lo studio della lingua italiana. Questa ammirazione si riflette anche nelle testimonianze di altri contemporanei, che riconobbero il suo ruolo centrale nella cultura del Rinascimento.

  • Nel 1513 Bembo fu nominato segretario papale da Leone X. Durante il pontificato, lavorò alla redazione di documenti ufficiali e lettere, consolidando la sua posizione nell’ambiente culturale e politico romano. Tuttavia, il suo rapporto con il papa fu segnato anche da tensioni e difficoltà personali.

  • Nel 1496 Bembo pubblicò il dialogo latino De Aetna, ispirato a una sua ascensione al vulcano Etna. L’opera, dedicata ad Angelo Gabriel, è un dialogo latino tra padre e figlio. Pietro racconta al padre Bernardo la sua esperienza. I due si scambiano opinioni sul paesaggio naturale e filosofico dell’Etna, in un’evidente imitazione del modello petrarchesco (lettere e ascesa del Mont Ventoux). Questo scritto segnò l’esordio di Bembo come autore di rilievo nella cultura umanistica italiana.

  • Le Prose influenzarono profondamente gli scrittori successivi. Ad esempio, Ludovico Ariosto rivedette Orlando furioso alla luce delle norme bembiane, pubblicando una nuova edizione nel 1532. Molti altri autori adottarono le teorie linguistiche di Bembo nei loro scritti.

  • Pietro Bembo ebbe una fitta corrispondenza da cui si possono ricavare i suoi spostamenti nel tempo. La seguente mappa illustra i vari luoghi che sono legati a Bembo, ricavati proprio dalle sue lettere.