Pietro Bembo

Poeta e filologo. Nel 2025 passano 500 anni dalla pubblicazione delle "Prose". In questo sito vogliamo raccogliere varie informazioni su Bembo e dare conto delle attività che stiamo intraprendendo nell'ambito del progetto NPRH/U22/SP/496094/2021/10: T?umaczenie i edycja krytyczna "Prose nelle quali si ragiona della volgar lingua" Pietra Bemba

  • Visita dal papa con le Prose

    Nella lettera del 18 gennaio 1525 da Roma Bembo scriveva a Federigo Fregoso: “Alla cui Santità non volendo io venir con le mani vote , le ho portato quella composizion mia sopra la lingua volgare, la quale io avea cominciata in Urbino, e tuttavia seguiva in Roma in casa vostra, quando la creazion di Leone me ne levò, e nella quale voi sete uno de’ ragionatori , che vi sono. Holla poi fornita quest’anno e dedicata a N. S. ed ora donatagliele.”

  • La vita familiare

    Nonostante fosse destinato alla carriera ecclesiastica, Bembo visse per anni con Ambrogina Faustina Morosina della Torre, da cui ebbe tre figli: Lucilio, Torquato ed Elena. La loro residenza principale fu a Padova e a Villa Bozza (Noniano), nei pressi di Padova, dove Bembo creò un ambiente intellettuale vivace, frequentato da letterati come Giovanni Della Casa e Benedetto Varchi. Anche il poeta polacco che scriveva in latino, Klemens Janicki, frequentò la casa di Bembo

  • De Aetna – il primo successo letterario

    Nel 1496 Bembo pubblicò il dialogo latino De Aetna, ispirato a una sua ascensione al vulcano Etna. L’opera, dedicata ad Angelo Gabriel, è un dialogo latino tra padre e figlio. Pietro racconta al padre Bernardo la sua esperienza. I due si scambiano opinioni sul paesaggio naturale e filosofico dell’Etna, in un’evidente imitazione del modello petrarchesco (lettere e ascesa del Mont Ventoux). Questo scritto segnò l’esordio di Bembo come autore di rilievo nella cultura umanistica italiana.

  • L’influenza delle Prose sulla letteratura italiana

    Le Prose influenzarono profondamente gli scrittori successivi. Ad esempio, Ludovico Ariosto rivedette Orlando furioso alla luce delle norme bembiane, pubblicando una nuova edizione nel 1532. Molti altri autori adottarono le teorie linguistiche di Bembo nei loro scritti.

  • La giovinezza e l’educazione di Bembo

    Pietro Bembo nacque il 20 maggio 1470 a Venezia, primogenito di Bernardo Bembo, rinomato politico e umanista veneziano. Fin da giovane, Pietro fu avviato agli studi classici, seguendo la volontà paterna di formarsi come funzionario della Serenissima. Frequentò l’Università di Padova, dove studiò filosofia e latino, ma l’esperienza più significativa della sua giovinezza fu il soggiorno a Messina tra il 1492 e il 1494, dove apprese il greco sotto la guida di Costantino Lascaris.

    Raffaello: ritratto di Pietro Bembo (public domain, Google Art Project)
    Raffaello: ritratto di Pietro Bembo (public domain, Google Art Project)

  • Il ciceronianismo e Bembo come teorico del latino

    Oltre al volgare, Bembo si dedicò alla difesa del ciceronianismo, proponendo lo stile di Cicerone come modello per la prosa latina. In un famoso dibattito epistolare con Gian Francesco Pico della Mirandola, Bembo sostenne l’importanza di un’imitazione rigorosa dei classici per preservare l’eleganza e la coerenza della lingua.

  • Prose: il manifesto linguistico

    Pubblicate nel 1525, le Prose nelle quali si ragiona della volgar lingua rappresentano l’opera fondamentale di Bembo. Suddivisa in tre libri, l’opera tratta questioni linguistiche e letterarie, proponendo il toscano di Petrarca e Boccaccio come modello della lingua italiana. Bembo affronta temi come la grammatica, lo stile e la metrica, stabilendo un canone destinato a influenzare la letteratura italiana per secoli.

  • Gli Asolani – la visione neoplatonica dell’amore

    Nel 1505 Bembo pubblicò Gli Asolani, un dialogo suddiviso in tre libri che affronta il tema dell’amore secondo la filosofia neoplatonica. L’opera, ambientata nel castello di Asolo, ruota attorno a una serie di conversazioni sull’amore, che viene esplorato come sofferenza, piacere e via per il divino. Dedicate a Lucrezia Borgia, Gli Asolani rappresentano uno dei capolavori del Bembo pre-Prose.

  • Le corti di Ferrara e Urbino

    ra il 1497 e il 1508 Bembo frequentò le corti più influenti dell’epoca. A Ferrara conobbe e frequentò Lucrezia Borgia, alla quale dedicò Gli Asolani. La corte di Urbino più tardi lo accolse come autore affermato. Qui strinse amicizia con Baldassarre Castiglione, Ottaviano Fregoso e Giuliano de’ Medici, diventando uno dei protagonisti del dialogo culturale del tempo.

  • Le lettere di Bembo

    Le lettere di Pietro Bembo conservate finora sono 2566 (secondo il censimento del progetto di Francesco Amendola https://epistulae.unil.ch/projects/bembo). Pietro aveva una fitta rete di corrispondenti con cui scambiava lettere di tutti i tipi e di carattere diverso. Ci sono bellissime lettere d’amore inviate a Maria Savorgnan e a Lucrezia Borgia, ci sono lettere pratiche e domestiche il cui destinatario era il fido Cola Bruno, ci sono poi lettere su temi letterari e/o editoriali. Ecco l’immagine che illustra questa fitta rete di corrispondenti (sono inclusi solo i personaggi con più di 5 lettere conservate)